In scena lo spettacolo: L’albero sacro e altre storie


Questo spettacolo di narrazione è frutto di una lunga ricerca sui miti e le leggende della cultura afrobrasiliana. È un viaggio nella musica, nelle sonorità di terre lontane, negli elementi naturali, un viaggio suggestivo nel passato e nella memoria, condotto attraverso antichi strumenti musicali e alla voce. Andare lontano e scavare in profondità spesso porta a trovare radici comuni, consonanze e similitudini inaspettate fino a trovare anche nelle cose più lontane e distanti quel valore universale che supera ogni barriera e va oltre ogni differenza. In tutte le culture il primo modo di trasmettere le conoscenze acquisite è stato trasformarle in storie e affidarle al racconto orale.

Lo spettacolo vuole mantenere questo carattere immediato e questa semplicità. Un’attrice, un musicista, un tappeto, legni, pelli, tamburi, corde, metalli, canti, voci e soprattutto storie. Storie e leggende di una terra, il Brasile, punto di incontro di culture e continenti, incrocio di razze e condizioni, terra di schiavitù e libertà, di conquiste e depredazioni, ma soprattutto terra colorata, terra di feste e musica, danze, capoeira. Storie che spesso provengono da un’altra terra, l’Africa, la madre lontana alla quale i figli sono stati strappati e il cui richiamo riecheggia nei miti, nelle musiche e nelle danze. Lo spettacolo dura 60 minuti, non ha particolari esigenze tecniche. Non avendo amplificazione e affidandosi totalmente al racconto e alla musica eseguita dal vivo, sono da prediligere contesti più raccolti e meno dispersivi, anche per non snaturare il colore di una narrazione che vuole essere più sussurrata che urlata, quasi fosse un magico segreto.

Fernando Severino da Silva (Mestre Alemao) è nato a Paraguacu Paulista (Sao Paulo – Brasile), dal 1991 vive, risiede e lavora a Genova. Nel 2000 fonda il gruppo Capoeira Triarte con lo scopo di diffondere la cultura afrobrasiliana attraverso le sue manifestazioni culturali più profonde, partendo dall’insegnamento della Capoeira come attività fisica, ed estendendo il progetto alla musica, con i ritmi tradizionali ed i canti popolari, all’espressione corporea, con alcune danze tipiche di radice africana, come il Maculelê, la Puxada de Rede ed il Samba de Roda.

Francesca Picci è attrice, regista e insegnante di teatro. Lavora dal 2002 per il Teatro Telaio di Brescia. Ha fatto parte del C.U.T. (Centro Universitario Teatrale) di Parma e dell’associazione culturale Numeri Primi di Parma. Si laurea nel 2004 in Storia del Teatro e dello Spettacolo, con una tesi su Anatolij Vasil’ev e il teatro ludico (110/110 e lode), tesi vincitrice della borsa di studio in discipline dello spettacolo “Fulvia Bandelli”.Consegue un Diploma di attore di prosa, rilasciato da I.R.E.C.O.P. Parma e uno di alta specializzazione “L’attore Europeo tra teatro danza e musica” rilasciato da Fondazione Teatro Due Parma in collaborazione con A.T.E.R.. Collabora con il Teatro dell’Archivolto (Gennaio 2006 è assistente alla regia nello spettacolo “Il bar sotto il mare” di Stefano Benni, regia di Giorgio Gallione, con Fabio De Luigi). Dal 2006 al 2008 cura la rassegna Laboteche per il C.E.A. del Parco del Taro. Dal 2007 collabora con Noveteatro di Novellara (re). Da diversi anni si occupa di formazione teatrale. A marzo 2010 fonda l’associazione culturale Arbanella – Centro Culturale ed Artistico, di cui è presidente. Da anni continua i propri studi e la propria formazione con l’atttrice argentina Naira Gonzalez e il suo gruppo.

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