Ilva, forte tensione tra Polizia e lavoratori davanti alla Prefettura di Genova


“Si può ordinare di respingere un gruppo di persone che vuole entrare in Prefettura, ma non si può pensare di continuare a ricacciare indietro ancora e ancora un problema sociale così grave e delicato come quello che riguarda i lavoratori dell’Ilva e di tante altre realtà italiane, rimandando così il momento di affrontarlo seriamente a viso aperto e scaricando, al solito, la patata bollente sulle Forze di Polizia facendogli fare la parte dei cattivi. Cattivi che, prima o poi, anche in questa vicenda finiranno in ospedale a farsi suturare e ingessare, mentre su tutte le prime pagine si comincerà a discutere su come le manifestazioni debbano o non debbano essere gestite invece che del perché vengono fatte”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così dopo i forti momenti di tensione che si sono vissuti ieri sera, a Genova, quando un gruppo di lavoratori dell’Ilva ha tentato di entrare nella locale Prefettura presidiata da un cordone di Polizia. Le cronache hanno riportato la notizia di un manifestante rimasto contuso nel tentativo di forzare il blocco, e le inevitabile conseguenti critiche.

“A nostro modesto parere – aggiunge Maccari – è assolutamente necessario adottare il più aperto degli atteggiamenti nei confronti di centinaia di persone terrorizzate all’idea di perdere il posto di lavoro. Siamo in presenza dell’ennesima bomba pronta ad esplodere, e i primi investiti dalla deflagrazione saranno i colleghi mandati ad impedirla. E’ necessaria un’opera di mediazione e la disponibilità a tutti i confronti e le spiegazioni possibili, prima che per l’ennesima volta le cose degenerino. Ma quella mediazione che tanto superficialmente qualcuno ritiene che siano i Poliziotti a dover fare in mezzo alla strada tocca a qualcun altro. Tocca a chi ha facoltà di incidere nella vita dei cittadini, di tante famiglie, di tante persone i cui diritti fondamentali sono in gioco”.

“La migliore prevenzione possibile in questo come in tutti gli altri casi – conclude il Segretario del Coisp – è evitare che gli animi si infiammino tanto da generare conseguenti recriminazioni attuate in maniera pericolosa per la sicurezza di tutti. Non si utilizzi come al solito la Polizia come ‘palliativo’, come argine ad una rabbia incontenibile, come intervento puramente contenitivo di una possibile ed inevitabile violenza che deve essere scongiurata da parte di altri. Lo si faccia e subito, prima di dover procedere alla solita conta dei feriti”.

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